PARLA AL MICROFONO

Prima del 1976 anno della liberazione dell'etere sancita dalla Corte Costituzionale, erano definite "pirata" poi "libere", successivamente "private" ed oggi "commerciali", gli anni 70 aprono i microfoni alle Radio libere.

06-11-2014 10:03

PARLA AL MICROFONO

Prima del 1976 anno della liberazione dell'etere sancita dalla Corte Costituzionale, erano definite "pirata" poi "libere", successivamente "private" ed oggi "commerciali", gli anni 70 aprono i microfoni alle Radio libere.

Un evento che segna la storia dei media e della cultura. Composta, corale e nutrita da così tante storie e tanti nomi che fa quasi impressione. Da Radio Popolare a Radio Studio 105 (oggi Radio 105 Network), passando per Radio Roma e Radio Radicale, non si riescono neanche a contare le emittenti che in quegli anni iniziano a trasmettere dai posti più impensati: appartamenti, scantinati o piccole stanze, bastava un microfono, un giradischi, un mixerino e un semplice trasmettitore per far sentire qualche bella canzone o la propria voce nel mondo dell'etere. 

Le Radio Libere segnano non solo un momento di ribellione politica, all'insegna della libertà di espressione, ma anche una vera e propria svolta nel modo di concepire il ruolo della radiofonia.

Dalla notizia ufficiale e compita fino ad allora trasmessa dalla Rai si passa a una modalità di conduzione informale e leggera; si sperimentano nuovi format, che rompono con il passato e si concede spazio a temi fino ad allora considerati tabù; nascono moltissime rubriche volte più al territorio locale e quindi più vicine alla gente del posto.

Con il passare degli anni però, la regolamentazione per mantenere in vita legalmente una radio fu sempre più complicata, sia dal punto di vista dell'informazione, che di quello tecnico ed economico.

Queste furono le cause principali della chiusura di molte emittenti negli anni 90, soprattutto nel Nord Italia. 

Quella stagione venne celebrata dalla canzone di Eugenio Finardi "La radio", che enfatizzava la radio come strumento di informazione libera e "non invasiva", ed esprimeva l'entusiasmo per un nuovo strumento di comunicazione. 

A microfoni aperti gli anni 70 rimbombavano ovunque!

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