SEVENTIES LA MODA

Figlia di quella psichedelica e ribelle del decennio precedente la moda degli anni 70 trovò la sua linfa nei mutamenti sociali a cominciare dall'indipendenza e dall'emancipazione delle donne.

03-11-2014 14:21

SEVENTIES LA MODA

Figlia di quella psichedelica e ribelle del decennio precedente la moda degli anni 70 trovò la sua linfa nei mutamenti sociali a cominciare dall'indipendenza e dall'emancipazione delle donne. 

Due furono le parole chiave di questo decennio: colore e lunghezze esagerate, in un senso o nell'altro. Colore su ogni capo di abbigliamento; pop e vitaminici, look appariscenti, motivi geometrici, cerchi, linee intrecciate o deformate, delicati fiorellini o a stelline, tutto era moda fuorché la tinta unita dai colori spenti e poco rappresentativi.

Le donne iniziano ad indossare gonne lunghe, queste  presero vita dal movimento femminista. Infatti se inizialmente nei primi anni del decennio, le donne ricercano e trovano nella minigonna un simbolo di emancipazione e autonomia sociale, poco dopo la mini divenne la rappresentazione della donna oggetto, che proprio il movimento femminista contestava e ripudiava.

Facevano eccezione gli short che registrarono un boom nel 1973 dopo che furono indossati da Catherine Bach nella serie tv Hazzard. Questi pantaloni scoprivano le gambe, erano seducenti ma anche comodi e consentivano più libertà di movimento, ed erano pur sempre pantaloni.

Negli anni 70 si iniziò a dare un senso profondo alla frase: “dimmi che abito porti e ti dirò chi sei” . Infatti tutti si identificavano nel modo di vestire, tanto che venivano collegate anche le idee politiche a seconda degli abiti che si indossavano: chi portava i jeans di marca, i Ray Ban, le Timberland erano i giovani di destra. Chi i jeans invece li aveva sdruciti, con camicioni e maglioni fuori taglia, borse a tracolla in cuoio naturale e occhiali di non si sa quale marca, erano intellettuali di sinistra.

Le case di moda vedono proprio in questi anni fuggire la loro clientela e per salvarsi dalla crisi quasi tutte si buttano sul "pronto"; le passerelle si avviano a dettare la moda della strada e delle persone comuni. A puntare proprio su questo stile e a dettare "legge" in quegli anni fu senza dubbio Yves Saint Laurent. Coltissimo, appassionato d'arte e fantasioso, capì che le idee nuove potevano venire anche dalla strada. Innovatore del guardaroba femminile, applicò alla donna diversi capi tradizionalmente maschili, come lo smoking, il trench, i knickerbockers e il tailleur pantalone. Parecchie sue collezioni si ispirarono al mondo dell'arte, da quella pop, al cubismo (collezione Picasso) al fauvismo.

E tu di che settanta sei?

Rai.it

Siti Rai online: 847